In occasione della 14a edizione del Salone della CSR e dell'innovazione sociale, in programma a Milano dal 6 all’8 ottobre 2026, il Consorzio Farsi Prossimo porta al centro del dibattito nazionale la propria visione di welfare generativo, rigenerazione urbana e inclusione lavorativa.
All’interno del panel intitolato "Abitare lo spazio pubblico: ripensare le relazioni", coordinato da Francesca Ricciardi, docente dell’Università degli Studi di Torino, è intervenuto Luigi Saracino, presidente della cooperativa Detto Fatto e referente del progetto Custodi del Bello per Consorzio Farsi Prossimo.
Coordinato a livello nazionale dal 2021 dall'associazione Consorzio Communitas, sul territorio di Milano il progetto dei Custodi è gestito da Consorzio Farsi Prossimo attraverso sei cooperative sociali (Detto Fatto, Vesti Solidale, Sammamet, Farsi Prossimo, Sociosfera e Intrecci) e promosso da Caritas Ambrosiana e dal Comune di Milano.

Proprio il progetto Custodi del Bello Milano è stato al centro dell'intervento di Saracino: «Nel nostro caso, custodire il bello significa innanzitutto prendersi cura degli spazi comuni e condivisi: parchi e giardini, aree gioco per i bambini, strade e luoghi di attesa urbani, come le fermate dei mezzi pubblici o gli spazi vicini ad attività e servizi pubblici. Sono tutti luoghi nei quali le persone trascorrono una parte della propria giornata e che, proprio per questo, contribuiscono alla qualità della vita di una comunità. Produrre bello significa quindi prendersi cura dei luoghi della comunità, concentrando l’intervento soprattutto nelle aree più periferiche e problematiche della città».
Cura dei luoghi, cura delle fragilità, in uno scambio reciproco
I Custodi del Bello sono squadre di lavoro composte da persone in situazioni di fragilità che si prendono cura di strade, piazze, parchi, aree verdi e beni comuni. Accanto a loro, operano educatori che accompagnano ogni partecipante in un percorso di crescita personale, riattivazione sociale, sviluppo di competenze e inserimento lavorativo.
«La cura dei luoghi comuni, cioè di tutti, porta al riconoscimento del lavoro svolto dalla squadra da parte della comunità. Quando l’azione viene riconosciuta come importante per la collettività e come capace di migliorare concretamente alcuni momenti della vita quotidiana, produce dignità e senso di utilità nelle persone che lavorano al progetto. Questo è particolarmente importante quando le fragilità sono legate, per esempio, a percorsi carcerari o migratori. In questi casi, l’inclusione e l’integrazione possono passare anche attraverso un lavoro svolto concretamente a favore della comunità, un lavoro che viene visto e riconosciuto quotidianamente», ha spiegato Saracino nel suo intervento.
Dall'avvio del progetto sono state coinvolte oltre 400 persone, e circa il 36% dei tirocinanti ha trovato un'occupazione stabile al termine del percorso, spesso rappresentando il primo vero ingresso nel mercato del lavoro.
«Si crea uno scambio reciproco: la comunità riceve cura e bellezza dei propri luoghi, mentre le persone coinvolte nel progetto trovano attraverso il lavoro un modo concreto per ricostruire o costruire una nuova partecipazione alla vita collettiva».
Allenza tra pubblico, privato e Terzo Settore
Il progetto è un modello di alleanza tra pubblico, Terzo Settore, imprese e cittadini, capace di integrare sostenibilità sociale, ambientale ed economica. In coerenza con il tema “Andare oltre”, Custodi del Bello propone un cambio di prospettiva: oltre il degrado, per vedere possibilità di rigenerazione; oltre la fragilità, per riconoscere capacità; oltre l’assistenzialismo, per costruire partecipazione, lavoro e dignità.
«Proprio guardando allo scambio reciproco di cura, possiamo dire che le risorse umane ed economiche investite nel progetto producono un risultato che torna alla collettività: la cura degli spazi di comunità, intesi non soltanto come spazi pubblici, ma come luoghi di relazione e di inclusione. E per chi opera nel progetto, questa azione può diventare uno strumento per ritrovare un ruolo e una possibilità di partecipazione alla vita della comunità, partendo dal fare», ha concluso Saracino nel suo intervento.
Vedi il sito di Custodi del Bello Milano



