Accogliere e integrare persone in fuga dalla miseria o dalla guerra sarà la sfida dei prossimi anni. E farlo bene è la nostra priorità. Per questa ragione abbiamo sentito il bisogno, insieme ad altre cooperative sociali che lavorano nel settore, di mettere a punto una “Carta della buona accoglienza”.

Ci siamo già dati una Carta di questo tipo a livello consortile, che stabilisca delle regole per le cooperative per creare un sistema di accoglienza efficace, di qualità e trasparente. Abbiamo creato una Carta lombarda sottoscritta, tra gli altri, con Confcooperative e Lega Cooperative.
L'ultimo passo è stato ieri, 18 maggio,  ed è nazionale.

 Anche noi aderiamo alla Carta della buona accoglienza sottoscritta ieri al Viminale da Ministero dell’Interno, Anci e Alleanza delle cooperative sociali, che si impegna a mettere a punto un modello di accoglienza e integrazione d’avanguardia.
L’Italia ne ha già uno, lo SPRAR (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati), gestito dai Comuni in sinergia con il Terzo settore. E per superare questa fase di cosiddetta “emergenza” la strada è proprio quella di integrare i sistemi e convergere sullo SPRAR, mettendo in rete due sistemi che oggi quasi non si parlano.

L’obiettivo primario su cui si impegnano i firmatari della Carta è quello di passare gradualmente dall’accoglienza in centri collettivi a percorsi di accoglienza in abitazione, con standard di qualità che garantiscano servizi adeguati, dalle caratteristiche delle stesse abitazioni alla presenza di personale socio educativo qualificato in ogni fase dell’accoglienza.

Oltre allla questione abitativa, così come nello SPRAR devono essere previsti percorsi di mediazione culturale, corsi di italiano, tutela legale, garanzia di pasti, vestiario, igiene personale, formazione professionale e azioni costanti di coinvolgimento dei territori che accolgono i migranti, con un lavoro congiunto di Comuni e Prefetture.

Per saperne di più leggi l'articolo sul sito dell'Alleanza Cooperative Sociali