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I soci alla scoperta delle cooperative / Visita alle Mizar, novità per la salute mentale

I soci alla scoperta delle cooperative / Visita alle Mizar, novità per la salute mentale

Prosegue il nostro viaggio tra le esperienze formative dei nuovi soci di Consorzio Farsi Prossimo: questa volta è Alberto Pisani, psicologo e psicoterapeuta presso la cooperativa Farsi Prossimo, che ci accompagna ci porta nel cuore della salute mentale e delle trasformazioni che stanno attraversando i servizi della cooperativa.

Alberto, 36 anni, attualmente opera al Centro Sestante, il servizio di counseling e psicoterapia della cooperativa con un’utenza che va dalla preadolescenza all’età adulta. Il centro, nato per sostenere le famiglie, oggi accoglie anche individui e coppie genitoriali. Si trova nel quartiere di Villapizzone, opera nel Municipio 8 di Milano con una forte vocazione territoriale, collaborando con servizi pubblici e privati.

Arrivato alla Farsi Prossimo nel 2016, dallo scorso settembre ha scelto di diventare socio: «Dopo anni come dipendente, ho sentito il bisogno di partecipare in modo più attivo alla vita della cooperativa, comprendere meglio i suoi processi decisionali e contribuire al cambiamento in atto», racconta. Un cambiamento significativo, segnato dalla recente fusione tra Farsi Prossimo e la cooperativa Filo d'Arianna, che ha ampliato l'area di intervento sulla salute mentale.

FPR Alberto PisaniAnche per questo motivo, Alberto ha deciso di visitare le Mizar, storiche comunità psichiatriche per adulti della Filo di Arianna. «Pur avendo avuto nel mio lavoro precedente esperienza con adulti, non avevo mai visto da vicino il lavoro delle Mizar. Ero curioso di vederle, conoscere il loro approccio e il loro lavoro, conoscere come operano le diverse figure professionali presenti», spiega.

Durante la visita, ha incontrato i referenti storici, che hanno raccontato le origini delle comunità, nate in continuità con la chiusura dei manicomi grazie alla legge Basaglia. «Le Mizar sono nate intrecciando la loro storia con quella dell’ex ospedale Paolo Pini e hanno accolto alcuni pazienti che erano già lì, offrendo loro un contesto nuovo, più umano e dignitoso. Ci hanno raccontato com’era, all’inizio, la gestione delle persone con diagnosi psichiatriche e come, nel tempo, sia cambiato il rapporto con il quartiere. Ci hanno trasmesso la fatica e la determinazione nel creare una convivenza vera tra gli ospiti e il quartiere di Bruzzano. Aiutare a uscire, a fare piccole cose quotidiane, comprare il pane, fare la spesa: gesti semplici che per molti all’inizio erano impensabili, perché per anni erano rimasti chiusi dentro. E invece la sfida più grande era proprio questa: aprire al quartiere, alle relazioni, alla possibilità di una vita diversa», racconta Alberto.

La visita gli ha anche permesso di approfondire l’organizzazione quotidiana del servizio: la gestione delle emergenze, le difficoltà legate ai turni notturni e le strategie per migliorare la qualità della vita degli ospiti. Un momento significativo è stato il confronto con una residente, che ha condiviso la sua esperienza di vita nella comunità e il percorso di recupero dell’autonomia. «Mi ha colpito l’orgoglio degli operatori nel raccontare come siano riusciti a realizzare attività che un tempo sembravano impossibili, come le vacanze o le settimane bianche per gli ospiti».

Ma la fusione con Filo d'Arianna porta con sé anche nuove opportunità. «La maggiore integrazione tra l’area sanitaria e quella psicosociale permette di offrire servizi più completi e di lavorare con un approccio realmente multidisciplinare», spiega Alberto. 

Già con il progetto MeTeOra, Farsi Prossimo e Filo d'Arianna avevano iniziato a collaborare per affrontare l’emergenza della salute mentale tra adolescenti e giovani adulti. Ora, la fusione rafforza questa sinergia e apre nuove prospettive per un modello di intervento più integrato. «L’obiettivo è costruire un sistema di servizi più efficace e inclusivo, in cui il percorso di cura tenga conto di tutti gli aspetti della persona: biologico, psicologico e sociale», conclude Alberto.

Un passo avanti importante, per rispondere con maggiore efficacia alle sfide della salute mentale e per costruire, insieme, un futuro più accogliente per tutti: «Ora, essendo parte della stessa realtà, il lavoro di rete è molto più immediato. Con MeTeOra si è già fatto un primo passo in questa direzione, e adesso, con la fusione tra le due cooperative, la collaborazione sarà ancora più naturale e strutturata».