FP corridoi umanitariDare una casa non vuol dire semplicemente mettere un tetto sopra la testa, ma è soprattutto offrire un luogo da abitare e relazioni umane tra cui vivere.

È questo il cuore dei progetti di housing sociale della cooperativa Farsi Prossimo, che nel 2020, anno della pandemia, ha ampliato i confini e i destinatari del loro lavoro.

«L'housing sociale è una vasta area all'interno della nostra cooperativa, all'interno della quale però si fanno tanti progetti diversi e personalizzati. Perché è vero che la priorità è dare un posto letto a chi ne ha bisogno, soprattutto chi è socialmente più fragili, ma non può essere solo quello – spiega Rosy Arricale, coordinatrice dell'area housing della Farsi Prossimo. – La casa non è solo il fine, ma anche uno strumento di integrazione sociale».

Ecco perché nel tempo, e in particolare nell'ultimo anno, hanno ampliato il ventaglio dei destinatari dei progetti di housing sociale.

Oltre alla tradizionale ospitalità di richiedenti protezione internazionale, le loro case oggi sono dedicate a donne straniere considerate in una situazione vulnerabile, donne vittime di tratta e ancora altre vittime di violenza e maltrattamento.
E ancora, a famiglie che sono state sfrattate e a persone uscite dal carcere che stanno usufruendo delle cosiddette “misure alternative alla detenzione”.
Ma ci sono progetti pensati anche per chi viene a Milano a curarsi negli ospedali della città – sono chiamati “pazienti fuori sede” - e i parenti che li accompagnano per il periodo delle cure, e per cui un lungo soggiorno in albergo non sarebbe sostenibile.

È comprensibile come, se tutte queste persone hanno lo stesso primario bisogno, una casa dove stare, gli educatori della Farsi Prossimo li accompagnano in momenti, bisogni e percorsi molti diversi.

Tra i progetti più particolari attivati di recente, ci sono i corridoi universitari. Una versione dei corridoi umanitari (vedi qui per saperne di più) dedicata a giovani che arrivano in un Paese sicuro per completare i propri studi universitari.

Per la Farsi Prossimo è una sperimentazione, iniziata a settembre 2020, in partnership con Caritas Ambrosiana, Diaconia Valdese e l'Università degli Studi di Milano.

«In questo momento sono a Milano, arrivati da un campo profughi in Etiopia, due giovani, un eritreo e un sudanese, che stanno frequentando il corso di laurea specialistica per laurearsi in farmacia e in sociologia.

Oltre all'ospitalità fisica e alla possibilità di studiare, una parte importante del progetto è quella che ci coinvolge come cooperativa, e cioè l'accompagnamento all'integrazione sul territorio – continua Arricale – Li coinvolgiamo in esperienze di volontariato sul territorio, inoltre sono affiancati da una rete di famiglie tutor che offrono la propria disponibilità ad accompagnare questi studenti in un percorso di inserimento nel territorio milanese».

 

Per saperne di più, vedi l'intervista a Rosy Arricale all'interno della serie video “Le pillole di CFP”:

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