2020 04 30 Giovanni CarraraCome vi raccontiamo dall'inizio di questa pandemia, le cooperative di Consorzio Farsi Prossimo hanno reagito con prontezza e creatività: sono state in grado di reinventarsi riconvertendo i propri servizi per non abbandonare i più fragili.

Il supporto è diventato telefonico, i centri di aggregazione hanno creato appuntamenti online, e molti servizi territoriali sono diventati servizi domiciliari, i centri di accoglienza notturna sono diventate le case di chi non ce l'ha, perché nessuno si sentisse abbandonato.

Non solo: sono nati servizi nuovi, come la consegna della spesa a domicilio, o il centro di via Carbonia, mentre nelle comunità residenziali si affrontava il lockdown con coraggio e creatività. Sono storie che vale la pena conoscere e raccontare, perché parlano della professionalità e dei valori che muovono il Terzo Settore da sempre e questa improvvisa crisi ha evidenziato.

Ma la pandemia, ci auguriamo, prima o poi finirà. E dopo? Si tornerà alla “normalità”?
Cosa succederà al terzo Settore e al mondo della cooperazione e del welfare?

Le riflessioni sul futuro possono essere diverse.

Giovanni Carrara, Presidente di Consorzio Farsi Prossimo, in questo video ci espone le sue, prendendo spunto dalle parole di Muhammad Yunus.

«L'impresa sociale uno dei cardini su cui si può basare la nuova modalità di relazione economica e sociale tra gli esseri umani. Il sistema di cooperazione - che sia tra soggetti profit, soggetti non profit e società civile - può disegnare un modello nuovo non solo di welfare, ma anche di economia e società – dice Carrara. – Ma questo modello va praticato oggi, non in un futuro indefinito. Deve emergere già oggi nel nuovo mondo che si sta immaginando».

E ancora.

«Abbiamo bisogno di capitali pazienti che abbiano a cuore non solo il rendimento finanziario, ma anche il rendimento sociale. Abbiamo bisogno di investimenti a impatto sociale, ma non su micro progetti: questo nuovo linguaggio deve essere parlato anche dalle imprese profit tradizionali».

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