stefano ufficioSuona il telefono di Consorzio Farsi Prossimo, entra una giovane con un appuntamento: è lui che risponde e fa accomodare l'ospite, è lui la voce del centralino e la prima accoglienza alla reception in questo mese di agosto.
Lui è Massimo (nome di fantasia), 24 anni, protagonista di un tirocinio di Maneggiare con cura, un «progetto emblematico» - così lo definiscono i referenti – «che prevede l'attivazione di tirocini di osservazione e di diagnosi per persone con difficoltà (in alcuni casi si tratta di problemi psichici anche certificati, in altri di altri tipi di debolezze) a cui viene data la possibilità di sperimentarsi in piccole esperienze lavorative».

«Sto lavorando negli uffici di Consorzio Farsi Prossimo da quasi 4 mesi – racconta Massimo– e sono quasi alla fine di questa esperienza. Di cosa mi occupo? Ho svolto diverse attività, oltre alla gestione della reception si va dall'inserimento dati alla revisione di altri lavori o documenti».
Il tirocinio di Maneggiare con cura lo ha impegnato tutti i giorni feriali per 4 ore al giorno. Non è la sua prima esperienza: lo scorso inverno aveva già lavorato per un periodo di 6 mesi in un tirocinio alla Vesti Solidale, un'altra delle nostre cooperative. Perché Maneggiare con cura è un progetto consortile, cioè realizzato in rete tra le cooperative del Consorzio: a tutela dei protagonisti che sono sempre affidati a un tutor, prevede una sorta di “scambio”, per cui gli utenti di una cooperativa svolgono queste piccole esperienze lavorative presso un'altra cooperativa consorziata. 

Maneggiare con cura è uno dei 25 progetti finanziati nell'ultimo anno con i proventi del progetto Dona Valore.
Negli ultimi 10 anni, grazie al sostegno della Rete R.I.U.S.E., sono stati sostenuti oltre 120 progetti,  per un valore di oltre 3 milioni di euro, a beneficio di 5300 persone.

Un altro dei progetti finanziati è stato Rivivo in vacanza, che ha stanziato fondi per permettere agli ospiti di alcune comunità e centri gestiti dalla cooperativa Filo di Arianna di spendere alcuni giorni di vacanza e svago in luoghi ed attività diverse dalle consuete.
È così, ad esempio, che gli ospiti delle comunità Mizar son potuti andare al mare per qualche giorno, accompagnati dai loro educatori, e hanno potuto fare quelle esperienze che spesso consideriamo “normali”: frequentare un albergo, un bar, un museo o una piazza. Gli ospiti della casa alloggio per malati di HIV Teresa Gabrieli hanno potuto invece trascorrere alcune giornate in piscina.

RomaAnche Massimo, che attualmente è ospite di una comunità protetta della cooperativa Filo di Arianna, La Locomotiva, dedicata a giovani in difficoltà, ha partecipato a una delle vacanze co-finanziate dal progetto.
«Siamo stati 3 giorni a Roma, con gli altri ragazzi della comunità e i nostri educatori – racconta Massimo– è stata una gran scarpinata, abbiamo camminato tantissimo per vedere il più possibile. Ho visto i Fori, il Colosseo, il cambio della guardia... e piazza San Pietro, che mi ha impressionato per la sua grandezza. Un vescovo che passava ci ha persino benedetto, un po' in inglese e un po' in latino».
La meta l'hanno scelta insieme. «In comunità ogni settimana facciamo una riunione insieme per verificare come va, e in uno di quegli incontri abbiamo discusso tra due o tre città che avremmo potuto visitare. Sono contento che siamo andati a Roma, perché non l'avevo mai vista ed era una vita che ci volevo andare. Alla fine è stato molto faticoso, ma Roma è davvero bellissima».