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Salute mentale: «Riguarda tutti. Parliamo di diritto a stare bene»

Salute mentale: «Riguarda tutti. Parliamo di diritto a stare bene»

In occasione della Giornata mondiale per la salute mentale - il 10 ottobre - alcuni referenti del Consorzio Farsi Prossimo che si occupano di salute mentale nelle nostre cooperative sono intervenuti con delle interviste per fare sensibilizzazione sul tema.
Qui la rassegna stampa

Su Radio Inblu (qui il podcast) è intervenuto Alessandro Colombo, responsabile della Commissione salute mentale di Consorzio Farsi Prossimo.
Riportiamo qui il suo intervento:

La Giornata Mondiale per la Salute Mentale promossa dal Consorzio Farsi Prossimo sottolinea l'importanza di considerare la salute mentale come un diritto di tutti e non solo come assenza di malattia, per combattere lo stigma e favorire l'inclusione.

«In questa giornata per la salute mentale, la prima considerazione da fare, e che sblocca molto anche rispetto allo stigma e alle problematiche di inclusione su questo tema, è considerare la salute mentale come un bene per tutti. Si commette troppo spesso ancora l'errore di considerare la salute mentale solo nel concetto di malattia. E invece si deve andare ben oltre, perché salute mentale significa parlare di stare bene, non di stare male. Associamo troppo spesso il concetto di malattia a qualcosa di lontano da noi, come se fosse impossibile che possa riguardarci tutti.

Invece, se consideriamo la salute mentale come un diritto di star bene per tutti, allora è proprio un concetto che riguarda tutte le persone, e tutte le persone hanno il diritto di stare bene. Se partiamo da questo presupposto, sconfiggiamo lo stigma che tende a tenere sempre lontane le persone che stanno male — come a dire: “è una cosa che ci fa un po’ paura” — perché la malattia mentale è imprevedibile, non sappiamo bene cosa sia, non riusciamo a governarla, no?

E invece, proprio oggi, in questa giornata così importante, dobbiamo partire da una prospettiva diversa: tutti noi dobbiamo avere la forza e impiegare tutte le nostre risorse, cittadini compresi, non soltanto gli specialisti, per riconoscere che il bene della salute mentale è un diritto di tutti.

Dico questo perché troppo spesso ancora lo stigma di chi sta male influisce tantissimo sulle relazioni, sulla ricerca di lavoro, sulla ricerca di un’abitazione. Sono le principali problematiche che io riscontro.

Nella cooperativa Farsi Prossimo abbiamo, come servizi, comunità residenziali e appartamenti: a me piace dire “case tra le case”, sono servizi di residenzialità leggera. Anche nell'accoglienza di queste persone all'interno dei condomini vediamo sempre che c'è un certo timore nell'affrontare la diversità.

Ecco, se consideriamo che chiunque di noi può stare male, potrà stare male o potrà avere bisogno di un supporto, di un aiuto da parte della cittadinanza, credo che questo sia un passo fondamentale da considerare oggi come cambiamento anche culturale»