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I soci alla scoperta delle cooperative / Visita ai servizi per la grave emarginazione: il valore della dignità

I soci alla scoperta delle cooperative / Visita ai servizi per la grave emarginazione: il valore della dignità

Siamo al termine del percorso di formazione dei nuovi soci delle cooperative di Consorzio Farsi Prossimo. In questa ultima volta seguiamo l’esperienza di Claudio Lurati, responsabile dell'area adulti della cooperativa San Luigi, che ha visitato il sistema di servizi “Sottocoperta” per la grave emarginazione di Rho, di cui la cooperativa Intrecci è capofila.

Tra i servizi per la grave emarginazione, hanno visitato anche visitati anche la mensa e uno degli Empori della solidarietà di Caritas, per approfondire il tema della povertà alimentare e del supporto alle famiglie in difficoltà.

Claudio, 45 anni, lavora per la cooperativa San Luigi da tre anni e, quasi subito dopo essere stato assunto, ha scelto di diventarne socio.
«Per me è stato naturale: ho sempre lavorato nel settore sociale e credo fermamente nel modo di lavorare della cooperazione. Penso che l'assemblea dei soci sia la colonna portante di una cooperativa, il luogo in cui si condividono idee, valori e strumenti per rispondere ai bisogni sociali».

Nella sua attività quotidiana gestisce progetti di housing sociale per uomini e donne, il progetto migranti in collaborazione con Caritas e lavora alla Casa della Carità di Varese, un centro che offre pasti, vestiti e assistenza sanitaria alle persone senza dimora e in condizioni di grave marginalità.

La visita nell’ambito degli incontri per i nuovi soci all’Emporio della solidarietà di Rho è stata l’occasione per conoscere un servizio che già in parte conosceva, avendo un Emporio accanto alla Casa della Carità di Varese.

«Gli Empori sono luoghi importanti perché permettono di distribuire alimenti e beni di prima necessità in modo dignitoso, evitando lo spreco e rispettando la libertà di scelta delle persone. Durante la visita abbiamo partecipato a un'esperienza che ci ha permesso di metterci nei panni di chi si trova a fare la spesa con un budget limitato: ci è stata assegnata una tessera e un profilo di utente (chi un singolo, chi una famiglia con bambini piccoli…), e abbiamo dovuto scegliere come spendere i punti disponibili per soddisfare i bisogni essenziali», racconta Claudio. «È stato molto interessante immedesimarsi nelle difficoltà quotidiane di chi vive questa situazione».

Uno degli aspetti più preziosi degli Empori secondo lui è la dignità garantita agli utenti proprio attraverso la tessera prepagata, che permette agli utenti di scegliere cosa acquistare, rendendo l’esperienza più simile a una spesa tradizionale.

Esistono anche delle criticità: «Manca, ad esempio, la disponibilità di prodotti freschi a causa di problemi di gestione e reperibilità. Per i bambini, l'offerta di prodotti specifici è ancora limitata. Per queste cose però servono risorse economiche, e non ci si può aspettare che a risolvere i problemi sia sempre il mondo Caritas», spiega Claudio. 

Tra le buone pratiche osservate, una l’ha colpito particolarmente «le volontarie offrivano, per incentivare la scelta di prodotti in promozione perché vicini alla scadenza, ricette stampate con consigli di cucina. È un’idea semplice ma efficace, che valorizza il cibo e crea legami tra le persone: scambiarsi ricette è un modo per conoscersi, per condividere qualcosa di personale, anche tra culture diverse. È anche questa capacità di inventarsi occasioni per creare relazione il plus dei nostri servizi».

A oggi, il ruolo dei volontari all’interno degli Empori è centrale, sono loro a tenere aperti gli Empori di Caritas: «Penso che senza i volontari molti dei servizi non potrebbero esistere, perché sono tante persone che donano il loro tempo e, a volte, anche la loro professionalità. In generale, penso che avere anche un’équipe di professionisti sia fondamentale, perché loro hanno competenze specifiche - conclude Claudio la sua riflessione. - Ma devo dire che mi sembra che nel caso degli Empori il mix tra volontari e professionisti (come gli operatori di Intrecci, che in equipe con rappresentati di altre realtà curano la supervisione) funziona bene».