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I soci alla scoperta delle cooperative / Visita alla Vesti Solidale: l’economia circolare del recupero tessile

I soci alla scoperta delle cooperative / Visita alla Vesti Solidale: l’economia circolare del recupero tessile

Prosegue il percorso di scoperta e formazione dei nuovi soci delle cooperative di Consorzio Farsi Prossimo. In questo quarto appuntamento Francesco Pessina, progettista della cooperativa Sociosfera, ci racconta la visita alle attività della cooperativa Vesti Solidale per conoscere da vicino la filiera del recupero e riuso degli abiti usati.

Francesco ha visitato due realtà chiave di Vesti Solidale: il negozio Share di Paderno Dugnano e il Textile Hub di Rho. «Al negozio Share ci hanno spiegato la storia della cooperativa e le sue attività, in particolare il recupero e il riciclo del tessile. Abbiamo visto il funzionamento dei negozi e le scelte strategiche dietro il loro sviluppo. Poi, al Textile Hub di Rho, ci hanno illustrato l’impianto industriale e abbiamo parlato con il presidente Matteo Lovatti».

Francesco, 27 anni, lavora in Sociosfera da quasi due anni come progettista. Oltre al lavoro in cooperativa, Francesco è anche fondatore dell’associazione Argòt, che organizza attività culturali e sociali nel quartiere Gallaratese, una zona periferica di Milano.

«La mia esperienza con Consorzio Farsi Prossimo è iniziata proprio grazie a un progetto della mia associazione con Sociosfera e Filo d’Arianna, nel quartiere dove vivo e dove operiamo, il Gallaratese. Da lì, sono rimasto in contatto con queste realtà e, in seguito, ho iniziato il mio percorso professionale con la cooperativa Sociosfera. Grazie a un'opportunità nata da questo legame, ho potuto unire il mio impegno personale con la mia crescita lavorativa, trasformando un interesse in una vera e propria professione».

SSF Francesco Pessina 2Nell’ultimo anno ha compiuto anche la scelta di diventare socio della sua cooperativa. «È stata una scelta semplice: dopo aver conosciuto il mondo del terzo settore e delle cooperative, mi è sembrato naturale entrare a far parte di questa realtà anche come socio. Il nostro è un impiego legato ai servizi alla persona e sento di appartenere a questo settore» spiega.

Da progettista, Francesco è abituato ad avere uno sguardo strategico sul terzo settore, ma la sua esperienza nel volontariato gli permette anche di cogliere gli aspetti più pratici e operativi.

«La cosa che mi ha colpito di più nel mio incontro con questa cooperativa “sorella”, e che non mi aspettavo, è l’aspetto imprenditoriale e quasi industriale delle attività di Vesti Solidale. Prima di questa visita, avevo un’idea di Vesti Solidale molto legata ai cassonetti gialli per la raccolta degli abiti usati, ma non l’avevo mai associata all’idea di garantire lavoro e creare occupazione, né tantomeno a un vero e proprio impianto industriale all’avanguardia. Pensavo fosse un servizio più orientato al sociale e all’assistenza, quindi questa scoperta mi ha sorpreso e mi ha fatto riflettere».

Questa scoperta ha aperto una riflessione più ampia sulla percezione di questo tipo di attività di raccolta degli abiti usati. «Spesso si tende a vedere queste realtà solo come un servizio sociale, senza considerare la loro capacità di generare impatto economico e opportunità lavorative. Penso anche alle polemiche passate sui cassonetti gialli: c’è una scarsa conoscenza del valore di questa attività e della sua sostenibilità». E c’è anche un nervo scoperto: «Forse è una mia percezione personale, ma guardando i canali informativi, non mi sembra che venga promossa a sufficienza l’idea che, oltre al recupero tessile, questa attività crei lavoro e dia una seconda possibilità a molte persone, che dia un servizio collettivo e un’opportunità per molti».