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I soci alla scoperta delle cooperative/ Visita al pastificio Frescha

I soci alla scoperta delle cooperative/ Visita al pastificio Frescha

Con il nuovo anno sono ripresi anche gli incontri dedicati ai nuovi soci delle cooperative di Consorzio Farsi Prossimo: un’occasione, per chi ha scelto di essere protagonista nella propria cooperativa, per conoscere anche le altre coop sorelle.

Eugenio Bonolis, 34 anni, è responsabile del settore alimentare della cooperativa Il Grigio (che ha sede a Calolziocorte, Lecco) ed è socio della sua coop dallo scorso anno.

Quest’anno gli incontri si svolgono con delle visite di conoscenza in alcuni servizi e Eugenio ha scelto di scoprire meglio la cooperativa San Luigi di Varese.

GRI Eugenio BonolisIl motivo? «Volevo visitare il loro nuovo pastificio Frescha e poter confrontare con loro Pasteto, il nostro laboratorio di produzione di ravioli e pasta fresca, scambiarci idee e buone prassi sia sui due laboratori e i rispettivi piani strategici aziendali - ci ha raccontato - sia sull’aspetto dell’inserimento lavorativo di persone fragili, che caratterizza entrambe le esperienze».

«Mi hanno colpito positivamente il piano industriale di sviluppo del pastificio Frescha: stanno facendo il grande passo della distribuzione su grande scala nei supermercato, che noi invece non facciamo, e la capacità che hanno di mettere i loro prodotti a servizio delle altre attività interne che hanno, quindi inserire i loro prodotti alimentari nella mensa Fuoricontesto e a Cafè 21. Credo siano azioni stimolanti e da replicare».

La cooperativa San Luigi ha da poco affrontato un grosso cambiamento, fondendosi con un’altra cooperativa storia di Varese, La Corte, e diventando la prima, e finora unica, cooperativa di tipo misto A+B del nostro Consorzio. La San Luigi ha unito così la sua parte educativa e di servizi ai più fragili alla peculiarità delle coop di tipo B, cioè che hanno come scopo l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

«Le cooperative di tipo A e quelle B spesso sono slegate, a volte ci offriamo servizi a vicenda, ma in realtà c’è una reciprocità di bisogni a cui dovremmo rispondere in modo più integrato, cercando di eliminare quella parcellizzazione e dispersione di energie, buone pratiche e risorse umane che - se messe insieme - potrebbero ottimizzare e rendere più efficaci le azioni. A volte mi chiedo che senso abbia che sullo stesso territorio ci siano quattro o cinque cooperative sociali che offrono gli stessi servizi e finiscono per farsi concorrenza, invece che lavorare insieme ed essere più efficaci. Non è un tema facile, ma prima o poi dovremo affrontarlo, magari tra realtà che lavorano nello stesso territorio o nello stesso consorzio», è la riflessione di Eugenio, che si interroga su come costruire un futuro migliore per la sua “nuova” cooperativa.