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Detto Fatto: riaprono le docce di via Pucci, un servizio per tanti milanesi
Finalmente, dopo anni di chiusura dovuti prima al Covid e poi agli importanti lavori di ristrutturazione già da tempo programmati, a fine maggio ha riaperto il complesso delle docce comunali di via Pucci, a Milano.
Tornano a essere due, quindi i complessi del Comune di Milano che erogano questo servizio tanto importante per molte persone senza casa o in forte in difficoltà economica. Come quelle di via Baggio, anche per le docce di via Pucci la gestione è affidata alla cooperativa Detto Fatto.
Le docce di via Pucci – nella centralissima zona di Corso Sempione, proprio sotto la torre della Rai – erano state chiuse con il lockdown del marzo 2020 perché non potevano garantire il distanziamento tra le persone. Al termine del periodo pandemico, nella struttura sono poi partiti i lavori di ristrutturazione.
“Ora, a riapertura appena avvenuta, possiamo contare su 27 docce in totale, per la maggior parte nell'ala maschile, che è quella con l'utenza più numerosa, e l'ala femminile separata – spiega Gigi Saracino, coordinatore dell'area Servizi alla città della coop Detto Fatto. – Oltre allo spazio per l'igiene personale, c'è anche un servizio lavanderia dove è possibile lavare i propri vestiti e un servizio di distribuzione di abbigliamento intimo e prodotti per l'igiene personale”.
Infine, da non dimenticare, le docce restano anche un punto di orientamento importante per le persone che le frequentano, dove possono trovare informazioni sui luoghi in cui sia possibile mangiare, curarsi, vestirsi e dormire a Milano. Le docce pubbliche sono infatti il primo approdo per molte persone che perdono la casa e si trovano a vivere in strada. All'inizio la diffidenza è alta, ma la disponibilità degli operatori presenti è fondamentale: “Noi non forziamo mai ad accedere ai servizi sociali o della Caritas: ci limitiamo ad esserci, ad accogliere, a dare le risposte concrete, e piano piano le persone imparano a fidarsi”, continua Gigi Saracino.
Le docce sono aperte ogni giorno tranne la domenica e i festivi, dalle 9 alle 15.30; è presente giornalmente il coordinatore del servizio Simone Gallo, oltre a otto operatori che si occupano dell'accoglienza delle persone, della lavanderia e della riconsegna indumenti, delle pulizie e della sanificazione. “Spesso sono persone che, a loro volta, hanno vissuto un'esperienza di granve marginalità e questo aiuta a comprendere meglio le situazioni delle persone che usufruiscono dei servizi”.
L'accesso alle docce avviene con una tessera che è richiedibile senza documenti ,proprio per favorire la possibilità di entrare a più persone possibile. Al momento la Detto Fatto conta 5600 persone tesserate.
La stragrande maggioranza sono persone senza dimora, ma non solo – spiegano. – Tra i frequentatori ci sono persone in condizioni di povertà o precarietà abitativa per cui, magari, hanno una casa ma non hanno l'utenza per l'acqua calda. O ancora, si rompe la caldaia e non hanno i soldi per ripararla. Accade anche nel caso della lavatrice, vengono persone che non ce l'hanno o che non hanno i soldi per permettersi una riparazione. Da noi i servizi sono tutti gratuiti”.
C'è anche chi arriva perché sa di poter trovare un supporto per una situazione personale particolare: c'è una signora di Baggio che viene con il figlio disabile. Il ragazzo, quando deve fare la doccia, si agita tantissimo rischiando di rompere quella di casa: da noi sa che ci sono spazi più ampi, più adeguati, e in caso di bisogno c'è un sostegno. Insomma: ci siamo noi”.
