bruzzangeles fakersGiuseppe, in comunità, fa fatica a piegare la tovaglia.
Azioni e gesti che possono sembrare molto semplici e meccanici, per lui sono una sfida difficilissima.
Eppure, quando è sul campo da basket, stupisce tutti. «Ha una capacità di palleggio e di senso della posizione che mai ti aspetteresti da uno che non riesce a piegare una tovaglia».

A parlare così di Giuseppe (il nome è di fantasia) è Francesco Colombo, educatore della comunità Mizar, della Filo di Arianna
La Mizar è una comunità a media protezione che dal 1998 ospita persone con problemi di salute mentale a Bruzzano, periferia nord di Milano. Oggi accoglie 15 persone con diversi tipologie e gradi di fragilità costruendo progetti terapeutici personalizzati e attività di mantenimento e recupero delle abilità.
Nella stessa palazzina, Filo di Arianna gestisce anche alcuni appartamenti di residenzialità leggera, dove vivono persone con difficoltà psichiatriche ma con un maggior grado di autonomia: è il progetto Bet.

Da ormai un anno alcuni ospiti e operatori delle comunità hanno formato una squadra di basket: ve ne avevamo parlato qui.
Oggi nella squadra giocano quattro ospiti e due educatori della Mizar e degli appartamenti Bet, e si sono aggiunti anche alcuni ragazzi e operatori della comunità psichiatrica La Locomotiva, sempre gestita dalla Filo di Arianna. E persino un abitante del condominio solidale in cui ha sede la Mizar.

Ma quello che ha di speciale la squadra è che, una volta in campo, non ci sono più pazienti ed educatori, ma sono tutti atleti. E quello a cui tengono molto sono tutti i riti che “fanno squadra”: la vita dello spogliatoio ad esempio, la scelta di un nome, di un logo e dei colori di rappresentanza; l’importanza data alle regole e del concetto di collaborazione e altruismo che dovrebbe esserci in ogni gruppo. 
Eccoli allora in campo: sono i Bruzzangeles Fakers, con il proprio logo, con le proprie divise con i propri colori ufficiali, il viola e il giallo.

I Fakers (che si richiamano a una nota squadra del NBA americano, sia per il nome sia per i colori) hanno scelto di non allenarsi per conto proprio, ma di essere una squadra a sua volta all'interno di una comunità: per questo hanno deciso di iscriversi alla Polisportiva del quartiere, la San Luigi di Bruzzano, che ha accolto i Bruzzangeles Fakers con gioia e molta disponibilità.
Fare parte di una società più grande, in una condizione esterna al luogo protetto in cui vivono, a contatto con il mondo è una ricchezza per delle persone che vivono una condizione di fragilità psichica: come spesso accade, queste persone in condizioni diverse mostrano di avere delle risorse inaspettate. Come Giuseppe, su cui pochi avrebbero scommesso.
E sicuramente una ricchezza per tutta la società, perché aiuta a combattere stigma e pregiudizi, facendo incontrare mondi che spesso restano confinanti ma mai intrecciati.

Per chi volesse saperne di più, seguire la squadra, acquistare le magliette o aiutare gli atleti contribuendo alla loro quota per 'iscrizione alla Polisportiva, si può scrivere a:
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