logoGalleriedItaliaUna trentina di appuntamenti tra visite guidate e laboratori didattici, 560 profughi coinvolti e tra poco si conterà anche un rifugiato come “guida e accompagnatore per il pubblico”.

Sono i numeri di un anno di collaborazione tra le Gallerie d'Italia, museo milanese di Intesa Sanpaolo, e la cooperativa Farsi Prossimo, presentati proprio in occasione della Giornata mondiale del rifugiato 2016, che si celebra oggi 20 giugno.

Dal 2015 infatti le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo organizzano con il Centro Diurno Rifugiati “Il Filo dell’Aquilone percorsi culturali rivolti agli ospiti rifugiati e richiedenti asilo politico, articolato in una serie di iniziative: visite guidate, momenti formativi e di conoscenza, incontri e laboratori.

“Il Filo dell'Aquilone”, nato nel 2009 allora in appalto con il Comune di Milano, è una delle realtà della nostra Farsi Prossimo attive sul territorio della città, e offre attività sociali, ricreative e di formazione civica, linguistica e professionale agli ospiti dei centri di accoglienza.

Si rivolge a donne e uomini adulti richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e umanitaria, ospiti del Progetto Sprar del Comune di Milano e, di recente, degli ospiti dei Centri di Accoglienza Straordinari della Prefettura di Milano.

L’incontro tra Gallerie d’Italia e Farsi Prossimo Onlus è nato lo scorso anno dalla convinzione che la vera integrazione si realizzi operando sul versante sociale, culturale, artistico, oltre che su quello linguistico, abitativo e lavorativo, prevedendo così la valorizzazione dei saperi, delle competenze e delle risorse personali degli ospiti, spesso sconosciute o nascoste.

Un percorso quindi di educazione interculturale non solo rivolto agli ospiti, ma anche agli operatori e a tutti i cittadini in cui si realizzano i progetti, in vista di una nuova idea di cittadinanza attiva realmenGallerie d'Italiate inclusiva.

Durante gli incontri gli ospiti vengono condotti in un percorso attraverso le opere d’arte delle collezioni museali, gli usi e costumi della nostra cultura e tematiche come la storia risorgimentale, il ruolo della donna, la conoscenza del territorio di Milano e la cultura del risparmio e della gestione economica.

Stimolati dalle suggestioni dei quadri, gli ospiti portano testimonianze della loro esperienza personale di vita, di guerra, di maltrattamenti e di viaggi della speranza. La parola è particolarmente importante nel processo di educazione civica e di apprendimento linguistico che si cerca di sviluppare in tutto il progetto didattico.

E nei prossimi mesi lo scambio e la collaborazione tra i due enti si consoliderà ulteriormente, oltre alle attività già previste per i rifugiati, con la formazione di un rifugiato come accompagnatore per il pubblico, calendarizzando eventi aperti alla cittadinanza condotti dalla nostra “guida”.

La presentazione del Museo e delle opere presenti presso le Gallerie, attraverso il racconto di un rifugiato e della sua visione della cultura e dell’arte italiana, è un’occasione forte e significativa di valorizzazione dell’arte come potente mezzo di incontro e di scambio interculturale e di costruzione di una nuova idea di cittadinanza inclusiva.