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Fermate il massacro, ora
Di fronte a una situazione umanitaria che sta finalmente scuotendo la società civile, Consorzio Farsi Prossimo rilancia gli appelli e le riflessioni di Caritas e di Confcooperative per chiedere che sia fermato il massacro a Gaza, che siano fermate guerre e massacri in tutto il mondo.
100 conflitti armati nel 2025, secondo i dati dell’Uppsala Conflict Data Program. Tra questi, il conflitto in Ucraina prosegue da anni, mentre nella striscia di Gaza, in risposta a una spietata e crudele uccisione di cittadini israeliani compiuta da Hamas, si sta consumando una tragedia umanitaria senza precedenti: lo sterminio di un intero popolo, che non ha più cibo, medicinali, acqua, cui viene impedito di portare aiuto e soccorsi e che non ha più un posto sicuro in cui rifugiarsi.
Come ha dichiarato Caritas Internationalis, crediamo che quello che sta accadendo “non è un tragico incidente. È il risultato di scelte calcolate. Una popolazione privata di riparo, sostentamento e sicurezza è stata lasciata morire in piena vista del mondo. Questa non è guerra. È la distruzione sistematica della vita civile. L'assedio di Gaza è diventato una macchina di annientamento, sostenuta dall'impunità e dal silenzio, o dalla complicità, delle nazioni potenti. La carestia qui non è un disastro naturale, ma il risultato di una strategia deliberata: bloccare gli aiuti, bombardare i convogli alimentari, distruggere le infrastrutture e negare i bisogni primari”.
Per questo sottoscriviamo le parole di Confcooperative Lombardia, a cui aderiamo: “Chiediamo di fermare l’oppressione di uomini, donne, bambini, manifestando solidarietà concreta a chi non ha più nulla, a chi è stato privato di ogni diritto, anche quello di essere bambini, a chi sta provando a sopravvivere sotto le bombe.
Oggi come ieri, la nostra posizione non può che essere la stessa: siamo dalla parte di chi promuove la pace, di chi chiede, in ogni sede, la fine della guerra, di chi manifesta solidarietà, non solo a parole, verso chi ha perso tutto, sotto i bombardamenti. Ci uniamo alle tante voci della società civile, alle tante organizzazioni, in Italia e nel mondo, che stanno chiedendo il cessate il fuoco e l’interruzione del massacro, che chiedono alle istituzioni di mettere in atto azioni concrete per la pace.
Il momento è ora”.
Foto di copertina: Caritas Internationalis
