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Vesti Solidale: la nuova sede del negozio-sartoria Taivè
Un nuovo negozio per la sartoria sociale Taivè, nata da un progetto di Caritas Ambrosiana a sostegno dell'impiego lavorativo delle donne rom e oggi ampliato e gestito dalla cooperativa Vesti Solidale.
Inaugurerà ufficialmente il 6 dicembre 2024 (ore 16.30), con le vetrine che affacceranno in piazza San Materno 18 (angolo via Accademia), nel quartiere Casoretto.
Nato nel 2009 su iniziativa di Caritas Ambrosiana, Taivè è un modello virtuoso di sartoria sociale, che promuove l’inclusione lavorativa e sociale di donne in situazioni di fragilità. Il progetto è è gestito in collaborazione con la cooperativa sociale Vesti Solidale, appartenente al Consorzio Farsi Prossimo, attiva dal 1998 sui fronti ambientale e dell'inserimento lavorativo di persone fragili.
Il nuovo negozio, aperto al pubblico dal martedì al sabato (ore 10-13 e 15-19), offrirà una gamma di prodotti unici, realizzati a partire da scarti tessili. Accessori per l’abbigliamento e articoli per la casa, ma anche i consolidati servizi di riparazione sartoriale: Taivè unisce creatività, sostenibilità e funzionalità, assemblando colori e materiali con gusto e design originali. E soprattutto cucendo insieme formidabili storie di integrazione sociale al femminile.
Per potenziare ulteriormente l’iniziativa, Taivè aprirà presto anche un laboratorio attrezzato, in via Uruguay 37, dedicato alla produzione degli articoli che saranno poi venduti in piazza San Materno.
«I nuovi spazi aperti da Taivè – sostiene Matteo Lovatti, presidente della cooperativa sociale Vesti solidale – consentiranno di ampliare l’offerta, raggiungere una maggiore sostenibilità economica e coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Il progetto ne guadagnerà in efficacia e solidità, e consentirà di sviluppare nuovi contratti di lavoro stabili e duraturi».
«Il progetto ha messo radici profonde nel quartiere, anche grazie al sostegno delle parrocchie locali, oltre a produrre frutti tangibili nella vita di tante donne – osserva Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –. È una grande soddisfazione, per noi, constatare che parabole individuali di inclusione sociale diventano patrimonio collettivo di una comunità».
Dalla sua nascita, Taivè è stato molto più di una semplice sartoria: è un luogo di formazione e crescita personale. In 15 anni, ha coinvolto 45 donne provenienti da oltre 20 paesi del mondo, fornendo loro competenze professionali e strumenti per una reale integrazione sociale e lavorativa. Attualmente vi lavorano 6 donne, coadiuvate da un’operatrice e una sarta volontaria.
