alessandro gassmannDallo scorso febbraio Alessandro Gassmann, impegnato sul tema della sostenibilità ambientale, ha lanciato il progetto #GreenHeroes. In pratica, ogni venerdì attraverso i suoi canali social, presenta e promuove una storia di persone o imprese che con il loro lavoro hanno messo in piedi attività ecosostenibili e fanno bene al futuro del pianeta.

Nella sua ultima puntata l'attore romano ha parlato di uno dei nostri progetti: la rete R.I.U.S.E, presentandoci tra gli “eroi verdi”, protagonisti di una nuova economia che rifiuta lo spreco, che è amica dell’ambiente, e che produce innovazione, reddito e posti di lavoro.

«Ci sono cose, come i vecchi indumenti, che stentiamo a gettare nei rifiuti perché, pur ritendendoli non più utili a noi, li consideriamo ancora utilizzabili. E cerchiamo di dare una seconda vita a quei vestiti che non usiamo più, certi che qualcun altro possa indossarli. Ma se un cappotto, una maglia, un paio di pantaloni fossero troppo logori e nessuno li volesse? Le alternative sono due: o finire in discarica, o generare centinaia di posti di lavoro, milioni di euro di fatturato e far risparmiare l’emissione di tonnellate di CO2 e lo spreco di miliardi di litri d’acqua», così Gassmann racconta il senso del nostro progetto sulle pagine de La Stampa.

E conclude raccontando questo ultimo periodo, che è stato difficile anche per le nostre cooperative.

«R.I.U.S.E., con circa 90 addetti (di cui il 60% composta da soggetti fragili o svantaggiati) e oltre 4 milioni di euro di ricavi reinvestiti in progetti sociali in questi mesi di lockdown ha continuato il suo lavoro da #GreenHeroes, malgrado la filiera fosse bloccata e rischiando il collasso, sia economico che operativo. Non potendo contare sugli utili della vendita, e vedendo riempirsi i propri magazzini, il comparto della raccolta dei rifiuti tessili sta rischiando il blocco. Uno stop che non possiamo permetterci e che speriamo sia al più presto scongiurato».

Qui il link al sito del progetto Donavalore della Rete R.I.U.S.E.

Qui il link all'articolo di Alessandro Gassmann