detto fatto gruppoUn incontro speciale tra vecchi e nuovi lavoratori. È avvenuto alla cooperativa Detto Fatto, in occasione del 35esimo anniversario dall'inizio dell’attività della cooperativa.

I colleghi nati dopo la costituzione della cooperativa hanno incontrato alcuni dei fondatori. Un momento di conoscenza, di confronto, di scambio da cui è emersa molto forte la conferma di uno dei principi cardine che guidano la cooperativa: la centralità dei lavoratori più fragili e delle migliori risorse e forze di ciascuno di loro .

«Guardare alla cooperativa 35 anni dopo la sua costituzione ci fa pensare: obiettivi concreti, scelte economiche, forme organizzative per tradurre in fatti la centralità del lavoro e dei lavoratori – raccontano i referenti della Detto Fatto. – Cultura del lavoro fatto bene, cultura di un lavoro che fa bene perché crea inclusione e benessere, cultura di un impegno che mette in relazione, che fa crescere desideri di bene e di bello per i quartieri e le comunità in cui operiamo».

La Detto Fatto è ormai alla “terza generazione” di cooperatori e ciascuno ha dato il suo apporto alla crescita dell'impresa: chi ha svolto il suo lavoro negli anni passati permettendo di arrivare fino a chi con entusiasmo sta scoprendo la cooperativa ora.

La Detto Fatto sta organizzando una serie di iniziative per questo periodo: nei prossimi mesi sul loro sito pubblicheranno storie e testimonianze di alcuni dei protagonisti degli inizi (la prima intervista a Don Virginio Colmegna è già online qui) .

Il 2 Aprile i lavoratori della Detto Fatto che operano al Museo del Duomo proporranno una visita non convenzionale al Museo: «Dalla comunità di credenti di Milano è nato il Duomo, segno di attenzione alla città – così spiegano l'iniziativa dalla cooperativa. – Molto più umilmente, ma un nello stesso modo negli anni ’80 sono nate tante cooperative sociali, fra cui anche la nostra: ecco il perché di questa iniziativa».