2019 11 22 giornata100Centoquarantatrè. In tanti erano presenti a Cascina Triulza lo scorso venerdì 22 novembre 2019 a testimoniare il legame e costruire il lavoro insieme delle undici cooperative associate nel nostro Consorzio Farsi Prossimo.

L'occasione era appunto la “Giornata dei 100”, appuntamento consortile che ogni anno richiama dirigenti e coordinatori dei servizi di tutte le cooperative. “Mai senza di te” è stato il titolo scelto per la riflessione e la formazione di questa giornata, improntata sui temi dell'organizzazione del lavoro in team, della leadership e della coltivazione dei talenti, dei sogni e delle aspettative dei professionisti che lavorano cercando di “farsi prossimo”.

Ricchi di spunti alti ma anche di temi di riflessioni molto concreti gli interventi del presidente di Consorzio Farsi Prossimo Giovanni Carrara, del direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti, e di Massimo Minelli che, da “padrone di casa” ha presentato la trasformazione che sta subendo l'area dell'Expo del 2015, il progetto Mind – in cui Cascina Triulza, casa della società civile, promuove Social Innovation Academy, per sperimentare e sviluppare nuove proposte formative e progettuali in tutti gli ambiti dell’innovazione sociale e dello sviluppo sostenibile.

Contributi suggestivi e provocatori quelli dei due formatori. Incentrato sui temi della leadership e dei team di successo, Alessandro Chelo ha sviscerato concetti come l'identità, la disciplina, il talento, la preparazione tecnica.
I nostri contesti, infatti, hanno le dimensioni e le complessità di aziende, e richiedono quindi strategie e strumenti adeguati per la gestione delle attività e dei gruppi di lavoro, consentendo alle persone di inserirsi in un contesto organizzato ed accogliente nel quale possano esprimere i propri talenti e le proprie potenzialità individuali.
A conclusione, Chelo ha lasciato uno slogan forte a indicare cosa deve servire per «costruire uno “spartito di successo” per un team che funzioni bene come un'orchestra: serve saper dire dei sì coraggiosi e dei no potenti».

2019 11 22 giornata100 2Potente anche il tema portato da Remigia Spagnolo, docente di organizzazione aziendale all'Università di Torino: quello del sogno.
Chi sono i professionisti sognatori? O meglio, i sognatori di professione?

«Il sognatore di professione non è lʼeroe o la persona geniale. Ma è colui che genera positività e possibilità nel contesto in cui opera e che sa che ogni sogno è possibile nell’interdipendenza con gli altri. Il sognatore di professione opera con azioni quotidiane genuine, grandi e piccole che siano, attribuendo ad esse eguale importanza – ha raccontato Spagnolo. - Mai come oggi, nel sociale, abbiamo bisogno di sognatori. Persone capaci di non cedere all’impotenza, ma di seguire la verità dei propri desideri. Intendendo il sogno non come evasione dal reale, ma come capacità di far accadere ciò che vorremmo. Come capacità di guardare a noi stessi, alle cose, agli avvenimenti, in modo nuovo.
Perché quando cambi il modo di vedere le cose, allora vedi le cose cambiare».