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Un welfare in declino: il commento al Discorso alla Città 2025

Un welfare in declino: il commento al Discorso alla Città 2025

 «Sono in molti a denunciare le crepe preoccupanti del sistema sanitario, dell’organizzazione della sanità, del dovere di assicurare il diritto alla salute.
Certamente non si può tacere il merito di persone e istituzioni sanitarie che assicurano prestazioni di eccellenza. Non è raro incontrare chi confida gratitudine e sorpresa per l’attenzione ricevuta, per la competenza sperimentata, per la sollecitudine personalizzata. Né si deve ignorare che talora la paura di essere ammalati e la pretesa di essere guariti esercitano una pressione sul personale sanitario che giunge fino alla violenza.
E tuttavia le liste di attesa, la dilatazione insopportabile dei tempi, il privilegio accordato a chi ricorre alla sanità privata a pagamento sono aspetti inquietanti. Il privato profit fa della salute un affare. Il privato non profit in ambito socio-sanitario si sente spesso ignorato e mortificato. Gli ospedali pubblici e le loro eccellenze rischiano di essere screditati.
L’imposizione di protocolli caratterizzati dall’eccessivo affidamento alla tecnica della cura rischia di rimuovere il “prendersi cura” e il farsi carico.
L’indebita identificazione tra “curare” e “guarire” fa sì che ci si dimentichi di prendersi cura di chi non guarisce, e non rende adeguatamente accessibili a tutti le cure palliative.
Ci sono proposte di riforma, orientamenti a una diversa organizzazione, preoccupazioni per la formazione di medici che uniscano la competenza scientifica e tecnologica alla sollecitudine per le persone».

Così l'arcivescovo di Milano Mario Delpini ha denunciato le forti difficoltà che vive il sistema sanitario oggi, nel suo Discorso alla Città 2025 in occasione della festa di Sant'Ambrogio.

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Giovanni Lucchini, presidente del Consorzio Farsi Prossimo e della cooperativa Farsi Prossimo Salute, ha commentato per il sito chiesadimilano.it questo passaggio del Discorso.

Farsi Prossimo Salute gestisce una rete di tre poliambulatori sanitari, autorizzati dal sistema sanitario anche se non accreditati, aperti a tre tipologie di pazienti: solventi, lavoratori del Consorzio e della rete Caritas e persone fragili.

 «Ci siamo sempre dichiarati un privato con una funzione pubblica – commenta Lucchini -, con la mission di andare incontro alle persone per molte delle quali, e sono sempre di più, anche pagare un ticket nella sanità pubblica sta diventando un problema».

 Secondo Lucchini è proprio il problema della disuguaglianza nell’accesso alle cure la “crepa” più importante del sistema sanitario nazionale, tra quelle che mons. Delpini elenca, più ancora delle liste di attesa. Secondo Lucchini è comunque ancora possibile oggi garantire una certa equità nell’accesso alle cure e il modello del privato sociale sta in piedi, anche se un po’ a fatica. Lo dice proprio l’esperienza di Farsi Prossimo Salute: «Dobbiamo confrontarci con persone che sempre più spesso ci chiedono sconti o la dilazione dei pagamenti, penso soprattutto a prestazioni essenziali ma costose come quelle di odontoiatria, che anche nel pubblico hanno costi non indifferenti. Inoltre, paghiamo tutti i professionisti, che non sono volontari, e cerchiamo di avere i materiali più sicuri. Tutti costi importanti, ma nonostante le difficoltà stiamo in piedi da 12 anni, durante i quali abbiamo fornito 2 milioni di prestazioni, circa il 10% delle quali gratuite».

«La nostra sfida - precisa Lucchini - è riuscire, in modo sostenibile, a proporre prestazioni che riconoscano la professionalità di chi le eroga e siano al contempo soluzioni sociali, accessibili a tutti. I pazienti ci scelgono non solo per la convenienza, ma perché cercano strutture dove sentano di non essere considerati solo dei numeri».

 Leggi l'intervista integrale sul sito chiesadimilano.it