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FRA NOI prima giornata picConsorzio Farsi Prossimo ha partecipato, insieme a rappresentanti delle cooperative Intrecci e Farsi Prossimo al convegno del progetto Fra Noi dedicato all'integrazione dei rifugiati che si è tenuto nei giorni scorsi a Matera.

A questa seconda fase del progetto (la prima, guidata proprio da noi di Consorzio Farsi Prossimo, si era svolta nel 2018-2019) hanno partecipato 25 realtà locali distribuite in 14 regioni italiane, con l'obiettivo di coinvolgere 450 migranti rifugiati o titolari di protezione internazionale accompagnandoli in un percorso verso l'autonomia.

Insieme a CFP, hanno parte attiva nel progetto le nostre cooperative Intrecci, Farsi Prossimo, L'Arcobaleno, Sociosfera e Novo Millennio.

L’inclusione pensata dal Fra Noi interviene nel momento in cui il titolare di protezione internazionale esce dal sistema di accoglienza e si trova a dover “entrare” nella comunità locali, coinvolgendo le comunità in cui i migranti abitano, e facendo forza su risorse e capacità specifiche di ciascuna persona inserita nel progetto. Una formula che ha già dimostrato di essere efficace, perché riducono i costi di welfare, non generano nuove spese ma utilizzano in modo diverso le risorse già esistenti.

Gli interventi si basano su alcuni pilastri: inserimento lavorativo in aziende, accoglienze in famiglia, autonomia abitativa in situazioni di affitto, housing sociale o cohousing, inserimento sociale nelle comunità locali.

I progetti di accompagnamento all'autonomia per i rifugiati realizzati nell'ambito del programma FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione finanziato dal Ministero dell'Interno), come il progetto Fra Noi, sono oggi i luoghi di innovazione nel campo dell'accoglienza e integrazione.

«Quando noi enti del Terzo Settore programmiamo il nostro lavoro a favore di una integrazione sociale non dobbiamo avere chiari solo i nostri progetti, ma è importante avere chiaro i processi che stiamo avviando - è stato il cuore della riflessione di Andrea Barachino, presidente del Consorzio Communitas, capofila di questa seconda fase del Fra Noi. - Oggi i progetti Fami sono un luogo di innovazione. Ma facciamo attenzione che non siano solo programmi innovativi: devono esserlo i processi. I progetti durano un tempo limitato, uno o due anni, i processi invece sono lunghi e vanno oltre. Il nostro impegno di Terzo Settore è saper vedere quell' “oltre”.
Perché, in un mondo che cambia in fretta, dobbiamo stare attenti a non schiacciare i bisogni dei beneficiari, delle persone cui lavoriamo, all'interno delle tempistiche dei nostri progetti o sulle nostre modalità di lavoro. Alla fine è la comunità che integra e include, il lavoro dei nostri operatori deve avere sempre ben chiaro che siamo inseriti in un ecosistema, un ecosistema fatto di persone».

 

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