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pillole YT cover filo 1La seconda ondata ha investito in pieno i due centri diurni anziani della cooperativa Filo di Arianna. Chiusi, continuano le attività da remoto. Ma soprattutto gli operatori seguono e assistono gli anziani a casa loro.

I loro due centri diurni per anziani si trovano uno a Milano, e serve gli anziani del quartiere Gratosoglio, l'altro a Cormano.

In questa pandemia – ormai lo sappiamo bene – tra le persone più fragili ci sono gli anziani, e per proteggerli anche la cooperativa Filo di Arianna a marzo ha chiuso i propri centri diurni, come praticamente è accaduto a tutti i servizi simili delle nostre cooperative.

A metà settembre poi, con i protocolli studiati, tutte le attenzioni del caso, i distanziamenti previsti, i due centri anziani sono stati riaperti. Se però la prima ondata li ha risparmiati, in questa seconda hanno pagato un prezzo altissimo.

«Nonostante abbiamo implementato tutte le misure di sicurezza richieste dall'ATS e dalla Regione Lombardia, dopo un paio di settimane abbiamo avuto i primi casi di contagio – ripercorre le vicende Simona Novara, responsabile dell'area prossimità della cooperativa Filo di Arianna – L'epidemia ci ha investito velocemente e con proporzioni inattese: si sono ammalati gli anziani, gli operatori e subito dopo anche i rispettivi familiari. Da subito abbiamo vissuto sulla nostra pelle il limite del sistema sanitario lombardo: difficoltà dei tracciamenti, non ci sono stati tracciamenti tempestivi e nemmeno cure per chi si ammalava, una cosa ancora più evidente data la fragilità dei nostri ospiti».

Un'ondata che li ha costretti a chiudere in fretta, ma soprattutto ha imposto di riflettere sul peso dei due piatti della bilancia: «da una parte voler garantire un servizio che per i nostri anziani è importante, anzi indispensabile. Dall'altra fare scelte di responsabilità per la tutela della salute della collettività, sul fronte del virus», spiega Simona.

Chiusi i diurni, hanno però continuato a seguire i loro anziani un po' a distanza, un po' a casa loro.

«Non potendo più accogliere gli anziani nei centri, ci siamo attivati di nuovo per seguirli a casa loro. Lo abbiamo fatto “da remoto”, con telefonate regolari per tenere controllata la situazione di salute, capire se c'era bisogno in casa, o altre necessità organizzative. In base alle singole situazioni, facciamo riferimento ad altri servizi del territorio, consulenze mediche o infermieristiche sempre per telefono, ma abbiamo anche organizzato attività ricreative a distanza, sia per fare compagnia, sia per mantenere una stimolazione cognitiva».

Laddove invece c'è necessità di una presenza fisica, la cooperativa ha attivato anche assistenze domiciliari, «ad esempio con le visite degli oss che si occupano delle necessità di igiene personale e anche di attività di pulizia della casa, se gli anziani abitanti hanno bisogno di un aiuto, oltre agli interventi del fisioterapista e dell'infermiere per monitoraggio delle terapie o per medicazioni particolari».

Vedi l'intervista a Simona Novara sul nostro canale YouTube

https://www.consorziofarsiprossimo.org/news/108-2016/novembre/678-filo-di-arianna-centro-diurno-integrato-cremoncini
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