la stanza di alice incontattoHa inaugurato ufficialmente lo scorso autunno e il primo anno di attività è stato decisamente turbolento. Spazio InConTatto è un centro per per la cittadinanza, nel cuore del quartiere Sant'Ambrogio a Seregno, promosso dal comune e gestito dalla cooperativa Sociosfera.

«È un luogo pensato per le famiglie, i bambini, i ragazzi e anche per gli anziani – racconta Cristina Bonalumi della cooperativa Sociosfera – dove cerchiamo di facilitare le relazioni tra generazioni mettendole, appunto, in contatto, con un'attenzione speciale alle persone più fragili».

Le attività proposte sono molte e varie, con laboratori artistici e creativi, laboratori sportivi, attività di supporto allo studio e di rinforzo delle competenze scolastiche, ma anche semplici momenti di socializzazione per la terza età, oltre a proposte di formazione per educatori e famiglie.

Nel primo lockdown, come quasi tutto, anche InContatto ha chiuso e ha spostato tutte le attività che poteva sugli strumenti di comunicazione online: video chiamate, videoconferenze, laboratori in streaming... ora, con la Lombardia che ha subìto una seconda chiusura, anche InContatto ha chiuso per la seconda volta. Ma questa volta erano preparati.

«Siamo partiti subito. Ad esempio, le letture animate per i più piccoli che normalmente si svolgono nel centro il sabato mattina hanno proseguito senza interrompersi sulla nostra pagina facebook, dove ogni fine settimana i nostri educatori pubblicano videoletture e racconti di storie, per mantenere il rapporto con i bambini – continua Cristina. – Per gli studenti abbiamo organizzato dei momenti di tutoraggio online, per supportarli nello studio. Stiamo cercando di raggiungere le famiglie con dei webinair sul tema della genitorialità, mentre per gli anziani ovviamente usiamo strumenti diversi: telefonate o videochiamate quando si può, e nel caso di maggior fragilità, a chi magari manca la rete familiare, facciamo anche delle visite a domicilio».

 

C'è stata una differenza tra il primo e questo secondo lockdown: la prima esperienza ha fatto maturare agli operatori delle nuove competenze, che la seconda volta hanno permesso di attivarsi in fretta.

«Se nel primo lockdown il digitale è stata una risposta all'emergenza, ora invece la consideriamo una modalità acquisita: insomma, è diventato uno strumento in più che abbiamo anche in momenti di normalità».

Ne è un esempio la piattaforma Sociosferaplay, creata con una velocità straordinaria nella chiusura primaverile: si tratta di un portale web dove si trovano moltissimi contenuti creati dagli educatori della cooperativa, operatori del settore e psicologi, destinati sia ai bambini e ragazzi, sia alle famiglie e professionisti del settore educativo.
Uno strumento nato nell'emergenza, ma che oggi è una risorsa strutturale a disposizione di tutti per integrare altre attività.

 

Vedi l'intervista a Cristina Bonalumi