violenza donneDue percorsi interattivi e un convegno per lasciarsi provocare, interrogare e per darsi risposte su quello che molti chiamano amore ma è solo, soltanto, violenza. Senza giustificazioni.

 

Caritas Ambrosiana, insieme al Comune di Milano, SVS DAD Onlus e Rete antiviolenza Milano organizza per giovedì 4 maggio un percorso di riflessione in centro a Milano, nel "Salotto" della città, sotto gli occhi di tutti, perché anche chi passa per caso possa essere coinvolto.

 

Ecco il volantino del programma della giornata.

 

Il primo di questi percorsi interattivi “Non è amore", per sensibilizzare e riflettere sul tema della violenza e sul maltrattamento alle donne, sarà allestito presso l'Urban Center del Comune (in Galleria Vittorio Emanuele all'uscita dal lato di piazza della Scala) dalle ore 9 alle 13, appunto di giovedì 4 maggio.

 

Un secondo percorso, strutturato come un labirinto in cui sperimentare il circolo vizioso in cui da un rapporto accettabile si passa all’abuso, sarà al centro della stessa Galleria Vittorio Emanuele, e sarà possibile partecipare dalle 10 alle 19.

 

Infine, il momento più strutturato sarà il convegno, che si terrà nella Sala Alessi di Palazzo Marino, dalle 10 alle 12.30.

Qui si punteranno i riflettori su una prospettiva particolare del fenomeno: quello delle donne migranti, guardando alla percezione femminile della violenza domestica nei paesi poveri e ascoltando le voci, le esperienze e le opinioni di chi ha fatto la scelta migratoria e abita tra noi.

 

Il convegno sarà coordinato da Claudia Pecorella del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Milano Bicocca, ci sarà l'intervento di Patrizia Farina, dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università Milano Bicocca, e una tavola rotonda dal titolo “La parola a loro. Come cambia la

percezione della violenza fra le donne migranti”, moderata da Ilenya Camozzi, del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale Università Milano Bicocca.

 

«La violenza non è amore – spiegano gli organizzatori della giornata – e per riuscire a dirlo bisogna riconoscerne i segnali e dare voce a ciò che accade a noi o a chi ci è vicino. Le installazioni e il convegno proposto sono strumenti di sensibilizzazione volti a far riconoscere questi segnali e a comprendere come uscire dalla trappola del maltrattamento».