Raccolte fondi

Cascina Monluè LogoSabato 8 aprile, nella splendida cornice della chiesa di San Marco di Milano, l'Orchestra Filarmonica Italiana suonerà il Requiem di Mozart con la direzione del maestro Adriano Barbieri Torriani, a favore del progetto Cascina Monlué.

Per assicurarsi la assegnazione di uno o più posti all'interno della Chiesa è necessario l'invito, che sarà spedito a fronte di un 'offerta minima di €15 per ogni posto.
Chi non volesse prenotare può intervenire gratuitamente al concerto, dove potrà contribuire al progetto Cascina Monlué con un'offerta libera.

 

 MozartFBCascinaMonluePer sapere di più di Cascina Monlué, la Corte del bene comune guarda il video, leggi gli altri articoli o scarica la presentazione del progetto. E non dimenticarti di seguirci su facebook!

Scarica qui la cartolina con tutte le informazioni su concerto.

 

 

 


A CAUSA DEI TEMPI BANCARI DOBBIAMO SOSPENDERE L'OPZIONE BONIFICO. Ricordiamo che è sempre possibile presentarsi all'ingresso sabato stesso e prendere posto: l'ingresso è libero.

Sarà possibile comunque fare un'offerta per il progetto Cascina Monluè in loco.


 

 

 

 

Da vent'anni offriamo una mano a chi vive un disagio sociale in un percorso completo verso autonomia e dignità.

Con il tuo aiuto possiamo dare una svolta alla vita di chi si trova in difficoltà.

 

BellaMilanoUn progetto promosso e realizzato da Consorzio e dalle sue cooperative per il Comune di Milano, con l'obiettivo di promuovere la vivibilità e la coesione urbana attraverso la cura dell'ambiente e il coinvolgimento di soggetti socialmente fragili.
Il progetto realizza percorsi di integrazione sociale e lavorativa per cittadini italiani e stranieri in difficoltà attraverso corsi di formazione e attività di pulizia e piccola manutenzione degli spazi urbani comuni (aree verdi, strade e arredo pubblico).
I punti di forza del progetto: le persone fragili sono valorizzate come risorsa, la qualità dell'ambiente viene migliorata con opera costante di pulizia e manutenzione, la cura degli spazi comuni è vissuta come elemento di condivisione e socialità, grazie alla promozione del volontariato e della cittadinanza attiva.
Le squadre di lavoro sono composte da 1 dipendente, 1 tirocinante e 2 volontari e sono operative 6 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, in 9 zone di Milano.
Nello scorso anno, sono stati impiegati 31 tirocinanti, di cui 3 sono diventati caposquadra a tempo pieno, 2 impiegati in una cooperativa, e 22 volontari, di cui 4 sono stati avviati al lavoro in cooperative della rete.
Aiutaci a continuare il progetto per l'anno prossimo.

Da sempre noi operatori delle 12 cooperative del Consorzio condividiamo lo stile del “farsi prossimo” stando accanto a chi sta vivendo percorsi di vita spesso difficili. Inutile dire che quest’anno siamo stati chiamati a uno sforzo aggiuntivo non solo per ripensare i nostri servizi e tutelare chi era già fragile e oggi lo è diventato doppiamente (anziani, persone con disabilità, senza fissa dimora, giovani in difficoltà) ma anche per rispondere alle nuove fragilità che sono emerse.

Dove non potevamo arrivare con i nostri servizi abbiamo cercato di arrivare in modo alternativo:
con le visite domiciliari agli anziani dei centri diurni chiusi, con internet e chiamate telefoniche ai ragazzi del doposcuola, con un sito dedicato per i ragazzi con fragilità scolastiche.

Dove abbiamo potuto potenziare i nostri servizi l’abbiamo fatto: ampliando il servizio delle docce pubbliche e il servizio di guardaroba, rimanendo aperti anche per tutto il primo lockdown, trasformando i dormitori in residenze, potenziando il servizio Portami La Spesa per la consegna della spesa a domicilio.

Dove sono emersi nuovi bisogni, abbiamo risposto con nuovi servizi: abbiamo aperto un centro per chi era in comunità di accoglienza e doveva affrontare l’isolamento fiduciario, abbiamo consegnato i pasti anche a chi era in quarantena, abbiamo offerto servizi professionali di sanificazione.

Tutti i nostri operatori hanno fatto la loro parte mettendosi a disposizione, un segnale forte di vicinanza di cui tutti noi abbiamo bisogno. Se vuoi approfondire e leggere alcune delle storie che ci hanno coinvolto, le trovi raccolte nella nostra newsletter di Aprile.

Abbiamo scelto di esserci per chi aveva bisogno, e vogliamo rinnovare la nostra scelta soprattutto in questo periodo di avvicinamento al Natale per non lasciare solo nessuno.
Per continuare a tendere la mano, però, abbiamo bisogno anche di poter contare sul sostegno di tante persone sensibili.

Per questo ti chiediamo di condividere la nostra mission e di donare una “mano tesa”!

Il più bel regalo che i nostri giovani, bambini, anziani, persone senza fissa dimora possano ricevere.

Il Covid-19 non ha fermato le nostre cooperative: non potevamo certo abbandonare i più fragili, che soffrono più di tutti in questa situazione.

Continuiamo ad offrire accoglienza a chi non ha casa, a chi ha problemi di salute, di salute mentale o arriva da lontano in cerca di una vita migliore.

Abbiamo potenziato i servizi di domiciliarità: continuiamo a portare la spesa e i pasti agli anziani fragili, ma abbiamo allargato il servizio su Milano anche a tutti gli over 70 e a chi è impossibilitato a provvedervi in autonomia. I lavoratori delle cooperative B continuano a svuotare i cassonetti Dona Valore, a fare pulizie, trasporti e altro.

Abbiamo aperto nuovi servizi, trovato nuovi modi di sostenere i più fragili.

Molti dei nostri servizi sono stati riconvertiti: le cooperative sociali di Consorzio Farsi Prossimo hanno ridisegnato i loro servizi per continuare a garantire, anche ai tempi dell’emergenza sanitaria, e sia pure in forme adattate, quello che già quotidianamente fanno, cercando di rispondere alle esigenze delle persone fragili di cui si occupano ma adattando la risposta al contesto cambiato improvvisamente.

 

collagedpi

In comunità Giovanna aveva appena trovato il suo sorriso, ma nella fotografia del compleanno non lo ha già più. A 18 anni sei maggiorenne, devi tornare indietro, a casa, nella situazione che ti ha distrutto la prima volta.


Oggi sulle stelle iperattivo e travolgente, ma il mese precedente il buio era totale e non lo si poteva lasciare solo un attimo: Matteo è bipolare, la sua famiglia va su e giù insieme a lui… Chi li aiuta?


Anna non esce dalla sua stanza da giorni. Tutta la sua socialità è mediata dal cellulare o dalla playstation, il mondo concreto non è più la sua realtà.


È bastato un piccolissimo incidente in un periodo stressante e Giacomo “ha dato di matto”. Rischiava di farsi male, lo hanno ricoverato. Ma ora che ne è uscito non vuole seguire la cura: quando prende i farmaci si sente intontito. Quando non li prende però è peggio.


Sono le storie di sofferenza con cui ci confrontiamo nel nostro lavoro: i risvolti psicologici della pandemia hanno acuito la carenza di servizi e di sostegno psicologico agli adolescenti: anche dopo la diagnosi chi ha un problema di salute mentale rischia di aspettare anni prima di poter accedere a cure adeguate e chi ne sta uscendo fatica a trovare un sostegno che lo aiuti a reintegrarsi nella vita “normale”.

Come Consorzio Farsi Prossimo abbiamo attivato il progetto Me.Te.Ora, per rispondere alla sofferenza assicurando cure immediate, aiutando le famiglie e i genitori degli adolescenti più fragili, sostenendo, quando possibile, il percorso verso l’autonomia e la realizzazione di sé, incontrando scuole e servizi territoriali per la creazione di una comunità che aiuti e includa.

Il fine ultimo del progetto è infatti quello di sviluppare un sistema riconosciuto e replicabile.

Contiamo di aiutare più di 19.000 ragazzi negli incontri di sensibilizzazione, di attivare 50 interventi domiciliari, di accompagnare 10 ragazzi a vivere autonomamente e formare più di 100 operatori.

Noi, Consorzio Farsi Prossimo con tutte le cooperative, ci mettiamo la nostra professionalità ed esperienza, i nostri servizi sanitari ed educativi, la conoscenza del territorio e i legami con le istituzioni, la nostra capacità di ascolto e di intervento. A te chiediamo un sostegno per restituire agli adolescenti la leggerezza e le forze che hanno perso.