franoiL'autonomia è la base dell'integrazione: per questo i percorsi di accoglienza, di buona accoglienza, mirano a (ri)conquista dell'autonomia individuale. Una volta raggiunta l'autonomia individuale, questa va consolidata.

Partendo da questa convinzione Consorzio Farsi Prossimo ha dato vita, insieme a più di 40 partner al progetto FAMI Fra Noi. Nato nell'ambito del Programma nazionale del Fondo asilo migrazione e integrazione, cofinanziato da Ministero dell'Interno e Unione Europea, Fra Noi ha creato una rete diffusa in oltre 10 regioni di Italia in cui le risorse per l'integrazione sono ampliate, implementate e messe in rete.

 

Il progetto si snoda attraverso 4 assi principali: lavoro, casa, scambio e formazione, comunicazione. Ha come obiettivo non solo l'inclusione sociale dei titolari di protezione internazionale, ma anche lo scambio fra gli operatori e la modellizzazione di un nuovo tipo di intervento. Fra gli obiettivi, una forte sinergia fra pubblico e privato, sempre nell'ottica di un lavoro di integrazione di titolari di protezione.

Fra i tanti partner di questo progetto ci piace oggi ricordare lo studio legale internazionale Baker McKenzie, che, come spiega l'avvocato Cicala nella sua intervista del 7 Agosto sul Corriere della Sera, spende le proprie conoscenze e i propri contatti professionali per facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro ai rifugiati. Refugee integration program è il nome del progetto promosso da Baker McKenzie, in sinergia con Welcome. Working for refugees interation dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e FAMI Fra Noi di Consorzio Farsi Prossimo.