jenner cure dentisticheCrescono le disuguaglianze sanitarie nel nostro Paese, nonostante il Sistema sanitario nazionale continui ad essere garanzia di equità e tutela della salute.
Esiste però un problema di accesso alle cure dettato da squilibri legati a istruzione, lavoro, reddito ma anche dalla zona d’Italia in cui si vive.

Lo streetmagazine Scarp de' tenis ha dedicato un inchiesta “Malati di povertà. Casi in aumento” su questo tema sul numero di febbraio 2018.

E ha parlato anche dell'esperienza del Poliambulatorio Jenner73, promosso dal Consorzio Farsi Prossimo, che offre cure per tutti a prezzi calmierati o, in caso di bisogno, del tutto gratuite.

 

Al Jenner 73 cure per tutti, «Un servizio alla comunità»

Alberto non è un poveraccio. È uno di quelli che definiremmo una persona normale. Un lavoro normale, una famiglia normale. Le difficoltà si possono capire, però, quando ci si mette a fare due conti. Perché con uno stipendio solo e quattro figli da crescere non c'è tanto da scialacquare.
Anzi, c'è proprio da stare attenti.

Al Poliambulatorio Jenner73, centro medico di Milano promosso dal Consorzio Farsi Prossimo, c'è andato per portare i figli dal dentista. Le visite odontoiatriche, per i minori di 14 anni, sono coperte dal servizio sanitario nazionale. Il problema è venuto dopo, quando a tre dei ragazzini è stato consigliato di mettere l'apparecchio per i denti: perché per le cosiddette “protesi dentarie”, in pratica apparecchi e dentiere, non c'è esenzione: si paga tutto.

Al Poliambulatorio gli operatori lo hanno aiutato, anche con il sostegno dell'assistente sociale con cui la famiglia era già in contatto, a fare la richiesta per gli aiuti economici previsti per le famiglie numerose, ma anche quello non è bastato.
Alberto ha fatto i suoi conti e poi ha gettato la spugna: “Non posso permettermeli questi apparecchi, neanche con gli sconti e gli aiuti. I bambini dovranno aspettare tempi migliori”.

 

La coperta è troppo corta

“Il servizio sanitario nazionale prevede molte esenzioni per motivi clinici o per motivi socio economici, per chi è in cassa integrazione o in disoccupazione. I minori di 14 anni hanno diritto all'esenzione. Insomma, mettendo insieme le varie possibilità anche chi non ha nulla può curarsi", ci spiega Alessio Torti, responsabile del Poliambulatorio Jenner73.

Ci sono però dei “buchi” anche nel sistema sanitario nazionale, ad esempio per chi non ha i documenti, oppure per quelle fasce grigie per cui il reddito non è così basso da poter accedere alle cure in maniera completamente gratuita, e però persino il solo ticket di un esame specialistico costa troppo.

“Oppure la falla delle protesi ortodontiche. Anche per chi ha diritto all'esenzione per le cure odontoiatriche non è previsto nessun aiuto per le protesi. Cioè: hai problemi ai denti, ti puoi curare e togliere i denti gratuitamente. Ma la dentiera poi la devi pagare, a prezzo pieno. Ed è lì che entriamo in campo noi grazie al Fondo di solidarietà”.

“Noi”, in questo caso, è questo Poliambulatorio, figlio del mondo Caritas, che dal 2011 opera per offrire prestazioni sanitarie di qualità a tariffe calmierati, portando la logica della cooperazione sociale nel campo della sanità. Una sorta di terza via tra le due classiche del pubblico e del privato.

“Abbiamo una parte di prestazioni sanitarie erogate a tutti, privatamente: è un poliambulatorio normale, può accedere chiunque pagando normalmente – spiega Giovanni Lucchini, un altro dei responsabili del Poliambulatorio – Mentre grazie a contributi di fondazioni e altre cooperative che investono i loro profitti in progetti sociali abbiamo la possibilità di erogare cure gratuite o a prezzi ulteriormente agevolate a persone in difficoltà economica: non sempre gratis perché non vogliamo fare assistenzialismo, per cui chiediamo sempre alla persona in cura di contribuire per quel che può, fossero anche dieci euro”.

Finora, grazie al Fondo di solidarietà, hanno potuto erogare prestazioni a oltre 350 persone che ne avevano bisogno, solitamente inviate dai centri di ascolto Caritas, per un valore di quasi 60 mila euro all'anno. Nel Poliambulatorio hanno 40 medici stipendiati, presenti quasi tutte le specialistiche (dall'oculistica alla ginecologia, dall'osteopatia alla dermatologia), e i tempi di attesa sono circa di una settimana.

 

Le "zone grigie" della povertà

Quando Carlota ha finito il liceo, in Ecuador, i suoi genitori le hanno comunicato che tutta la famiglia sarebbe partita per l'Italia. Ma per lei, qui, non è stato facile capire né come poter continuare gli studi, né come trovare un lavoro.

Una mano gliel'ha data il Sai, il servizio accoglienza immigrati di Caritas Ambrosiana, che l'ha indirizzata a un corso di formazione professionale. E l'ha aiutata anche quando, dopo una visita all'Istituto Stomatologico, le hanno prescritto l'uso di un apparecchio ortodontico. In famiglia vivono con il solo stipendio del papà, e ci sono anche gli studi di suo fratello da pagare, questa faccenda dei denti non ci voleva proprio. Dal Sai l'hanno inviata al Poliambulatorio Jenner73, e Carlota ha potuto avere il suo apparecchio.

Ci sono queste storie di “povertà classica”, ma ci sono anche quelli che vengono da una zona grigia, che da fuori non diresti aver bisogno. Paolo oggi ha 53 anni e da quando si è separato dalla moglie è tornato a vivere in casa con i genitori. Loro sono anziani e hanno bisogno di essere accuditi: lo fa Paolo, da quando è rimasto senza lavoro. Era architetto, ma a un certo punto è diventato troppo vecchio, così hanno detto. Ora è lui ad aver bisogno di una protesi in bocca, ma inciderebbe troppo sul risicato reddito che mettono insieme con le due pensioni.

 

Fondamentale per il lavoro

“A volte la riabilitazione protesica è funzionale al reinserimento del lavoro – spiega ancora Alessio Torti – insomma, se una persona è completamente sdentata è quasi impossibile che possa trovare un lavoro, specialmente se deve avere a che fare con una clientela. Sembra banale, ma la dentiera è necessaria, non è solo questione estetica”.

Lorella è proprio una di queste persone. Ha 42 anni, non ha una famiglia e vive in una vecchia cascina, fredda, c'è solo una stufa a legna. È disoccupata e senza reddito. La San Vincenzo ha trovato per lei una possibilità di lavoro, ma le chiedono di presentarsi curata. Senza dentiera, niente lavoro. E così, anche lei, è arrivata al Poliambulatorio Jenner. E chissà se arriverà anche l'impiego.