easyJob Novo MillennioDi smart working, o lavoro agile, si sente parlare sempre più spesso: consente di lavorare non tanto a orari fissi in ufficio, ma a obiettivi da raggiungere, in pratica a casa o nel luogo in cui si preferisce, anche in orari diversi.

Quello che vuole favorire è la conciliazione tra la vita lavorativa e quella privata, e di conseguenza anche il benessere del lavoratore stesso.

Una possibilità, questa di lavorare in un ambiente conosciuto e familiare, molto interessante quando viene data a persone con difficoltà psichiche: sono i progetti di job station, e al momento in Italia ne sono attivi due a Milano, una a Roma, più un'altra che sta partendo a Monza, a cura della nostra cooperativa Novo Millennio.

È il progetto EasyJob.

«Abbiamo sviluppato questo progetto di telelavoro, già sperimentato da altre aziende dell'hinterland e di Milano, in cui le ditte affidano ad associazioni e cooperative una serie di lavori in via telematica – spiega il presidente della Novo Millennio, Marco Meregalli. – Le persone sono assunte dalla ditta ma lavorano presso spazi della della cooperativa. Noi da parte nostra garantiamo un supporto educativo, perché stiamo parlando di persone con fragilità che devono essere accompagnate in queste loro attività».

La Novo Millennio, che tecnicamente è una cooperativa sociale di tipo A, fornisce alle aziende che aderiscono a EasyJob il supporto educativo di un tutor che affianca i lavoratori in job station.

«L'educatore assicura il contenimento emotivo di cui hanno bisogno queste persone, ma anche che effettivamente venga svolta la commessa di lavoro. Ci facciamo aiutare in questo anche da alcuni volontari – racconta Paola Porta, responsabile Area Salute Mentale della Novo Millennio. – È una modalità più inclusiva, perché il lavoratore diventa un lavoratore interno dell'azienda, e non in subappalto».

Perché un'azienda dovrebbe ricorrere a lavoratori del progetto Easy Job?
Fondamentalmente il motivo principale è che per legge le aziende sono obbligate ad assumere un certo numero di persone socialmente svantaggiate.
Ma che lavoro possono fare queste persone?

«Tutti i tipi di inserimento dati, gestione delle agende del cliente, gestione del software delle timbrature di ingressi e uscite – ci spiega Paola Porta. – Ci sono diversi tipi di lavoro che ad oggi vengono svolti in azienda, si potrebbe liberare una risorsa attualmente impiegata su questi lavori e dedicarla ad altre attività, dando questi incarichi a uno dei nostri lavoratori, con un recupero di potenzialità».

 

soundcloud Per saperne di più, ascolta il nostro approfondimento realizzato per Radio Marconi.