20171124 120750Venerdì 24 novembre 2017, per il secondo anno consecutivo, Consorzio Farsi Prossimo ha proposto una giornata di riflessione e confronto sul tema della salute mentale e dei servizi messi in campo per le persone che soffrono di un disagio psichico.

Il convegno - che questa volta si è tenuto a Monza - era incentrato sul tema del “Fare rete, essere in rete. Famiglie, associazioni, istituzioni per una nuova salute mentale”.

Tra gli organizzatori, oltre a Cfp, c'erano le cooperative Filo di Arianna, Intrecci, L’Arcobaleno, Novo Millennio e Sociosfera, oltre a Caritas Ambrosiana e Caritas Monza.

«È necessario un cambio di paradigma, per cui il malato deve diventare il protagonista del proprio percorso di cura: non qualcosa di fisso e uguale per tutti ma un percorso dinamico da costruire e aggiustare nel tempo, grazie alla collaborazione di tutte le figure coinvolte: soggetto in cura, medici, operatori, famigliari... - è intervenuto così Antonio Amatulli, direttore UOC di Psichiatria Asst Vimercate. - Il malato ha molto da dire riguardo a sé e deve essere ascoltato. Al professionista è richiesta l'umiltà di riconoscere la ricchezza e importanza del contributo del malato stesso, abdicando al protagonismo spesso messo in atto sulla base della presunta priorità del proprio sapere».

«È fondamentale mettere al centro la persona, e non la malattia, perché ogni situazione è unica – ha ricordato invece Valerio Canzian, presidente Urasam, – è da questo principio che ne segue l'importanza dell'ascolto, del prendersi cura piuttosto che del curare, oltre che del contributo del malato stesso e del collaborare in rete».

2017 11 24 convegno IMGTra gli esperti intervenuti alla mattinata, anche l'onorevole Ezio Casati che ha presentato la sua proposta legge 4174, “Norme per promuovere equità di cure nel territorio nazionale in continuità con la legge 13 maggio 1978, n. 180, e per valorizzare la partecipazione attiva di utenti, familiari, operatori e cittadini nei servizi di salute mentale”

La proposta di legge di Ezio Casati è una delle due proposte di riforma del sistema di assistenza sanitaria per le persone con disagio mentale di cui si sta discutendo in Parlamento, e durante il convegno è stata analizzata e discussa in un confronto davvero ricco.

Presentata anche l'esperienza di Tiki Taka, una sperimentazione attiva in provincia di Monza di collaborazione tra enti pubblici, privati e mondo dell'associazionismo grazie alla quale avvengono progettazioni in rete di attività dedicate a persone con vari tipi di disabilità, dai laboratori sportivi al tempo libero, da sperimentazioni di residenzialità assistita all'accompagnamento al lavoro.

«In questa sperimentazione vediamo che la persona con disabilità è un motore equilibratore, dove il termine motore rimanda alla risorsa che la persona ha di mettere in moto qualcosa malgrado e grazie alla sua disabilità e il termine equilibratore qualifica con accezione positiva la funzione e presenza del portatore di disabilità nel contesto in cui è inserito – ha spiegato con una metafora Giovanni Vergani, referente del progetto Tiki Taka - È un modo alternativo di attribuire valore alla presenza del portatore di disabilità rispetto al metro della produttività, perché è un valore qualitativo e non quantitativo».

 

Tra i temi caldi affrontati durante la tavola rotonda, anche quello di un nuovo welfare, che sia rispondente ai bisogni delle persone, considerate appunto come tali e non come malattie, il cosiddetto “budget di salute”, che può essere una ulteriore complicazione ma anche una opportunità, e le buone prassi da adottare per rafforzare le reti territoriali.

Tra i relatori anche Valeria Negrini, presidente di Federsolitarietà Lombardia; Paolo Macchia, vice presidente Rete Utenti Lombardia; e Valeria Allievi, Esp - Esperto in supporto tra pari.

20171124 112018Gli Esp sono appunto persone che hanno avuto un'esperienza personale con le malattie mentali e che hanno seguito una formazione per poter entrare nelle equipe multi professionali, dove portano la propria competenza data dall'esperienza.
L'Esp non si sostituisce ai normali operatori previsti dai Servizi, ma affianca gli stessi operatori svolgendo un ruolo unico di prova vivente del possibile cambiamento, che offre una speranza possibile e un maggiore impatto empatico-relazionale “alla pari”. Un'empatia possibile solo a chi ha attraversato la malattia in prima persona, e che umanizza molti percorsi di cura.

«È importante, a questo punto, continuare la lotta contro lo stigma in ambito di salute mentale. Il fare rete, l'avviare progetti integrati tra persone portatrici di disagio e persone non portatrici di disagio (vediamo l'esempio di Tiki Taka), il riconoscere il valore della figura Esp vanno in questa direzione», concludono gli organizzatori, referenti della commissione salute mentale di Consorzio Farsi Prossimo.

 

Qui la locandina con il programma completo del convegno.