«Il mio nome è Cuy, sono nato in Costa d'Avorio nel 1989.

Ero uno di quelli che chiamano “ragazzi di strada”: non ho una famiglia, dormivo in strada e vivevo di elemosina.

Quando avevo circa 15 anni, insieme ad alcuni amici, decidemmo di partire verso la Libia: allora era un Paese tranquillo e dicevano che si trovasse facilmente lavoro: non avevamo niente da perdere.

Il viaggio verso la Libia, però, fu più duro di quel che pensavamo. Attraversammo il deserto, in balia dei trafficanti, percorremmo lunghi tratti a piedi, le provviste erano sempre scarse: qualcuno della carovana morì, e dovemmo abbandonarlo là.

A Tripoli, almeno all'inizio, fu più facile: trovai un lavoro presso un uomo, musulmano come me, che mi diede vitto e alloggio in cambio del mio lavoro nel suo autolavaggio. Era un impiego duro, molte ore di seguito senza sosta, ma almeno avevo un posto dove stare.

 

Quando scoppia la guerra, però, le cose cambiano: il mio “padrone” sa che per me e per i ragazzi neri la Libia è diventata particolarmente pericolosa. Mi affida a dei trafficanti che con un pulmino mi portano sulla costa vicino a Tripoli, e da lì mi imbarcano su un barcone di circa 300 posti.

Io, almeno, sono fortunato: non ho speso grosse somme per questo viaggio, me lo ha pagato il mio padrone.

Arrivo a Lampedusa: il viaggio è durato 30 ore e le provviste sono finite praticamente subito. Sul barcone una donna ha partorito e non è morto nessuno: quando sbarchiamo siamo uno in più di quelli che sono partiti».

 

Se Cuy fosse partito oggi...

Cuy, allo sbarco, verrebbe mandato in un hotspot. Come succede alla maggior parte degli ivoriani, oggi, sarebbe considerato un “migrante economico” e verrebbe respinto. Non avrebbe diritto a restare in Italia.

 

Cosa è successo a Cuy...

Cuy ha fatto il suo viaggio nel 2011. All'arrivo viene inserito dagli operatori nel progetto Sprar: lo portano a Lecco, al centro di accoglienza gestito dalla cooperativa L'Arcobaleno.

Nel primo anno ottiene i documenti, fa la patente, impara bene l'italiano.

Gli piacerebbe studiare, inizia a coltivare il sogno di andare all'università, dice di voler studiare astrofisica.

 

 

CFP per SconfinatiQuesta storia è stata raccolta nell'ambito del progetto Sconfinati promosso da Caritas Ambrosiana.

È stata scritta a partire da storie vere di persone che hanno vissuto nelle nostre strutture, ascoltate e raccolte dagli operatori delle nostre cooperative.

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